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    November 26

    Ricordi...

    Com'è strano ricordare. Basta un niente perchè il passato si impadronisca del tuo presente, perchè la tua schiena sia percorsa da un brivido di nostalgia, e i tuoi occhi si ritrovino spalancati di fronte allo scenario di un tempo ormai andato. E' quello che mi è successo questa sera.

    25/11/08 h 22:30

    Il Martedì, il Giovedì e il Sabato torno a casa distrutta, ma soddisfatta. Dopo il lavoro, vado direttamente a danza. Aiuto Morena con le bambine, ed è per me una gioia grandissima. Le amo tantissimo; le più piccoline, quanto mi fanno ridere... e le più grandicelle, che mi fanno venire in mente il mio di inizio... c'è Martina, che con quegli occhioni scuri e i capelli lisci, mi assomiglia troppo... c'è Roberta, che a volte mi chiedo se è pazza, ma poi mi ricordo di Daniela, e non posso fare a meno di sorridere... c'è Alessandra, sempre così seria e sulle sue, che pensa solo ad impegnarsi... Jada, che fa sempre e solo il contrario di quello che le dico, ma non riesco ad arrabbiarmi, e la riempirei di baci.... e poi c'è Aurora... Aurora così bella e così brava, Aurora che arriva prima e va via dopo, Aurora con quella presunzione, che cerco di combatterla, perchè è anche la mia... e lo so che non la porterà da nessuna parte, vorrei spiegarglielo che sarà solo fonte di guai, ma non capirebbe... e mi limito a rimproverarla, ma dopo qualche minuto sono lì ad accarezzarla.

    Oggi che è martedì è così che è andata più o meno. A dire la verità, sono più stanca del solito, perchè non ho dormito molto stanotte, e in palestra ho faticato un bel po'. Il mio corpo mi implora di ficcarmi sotto le coperte, che fra l'altro fa anche freddo qua, ma il mio cuore mi chiede di resistere un paio d'ore, finchè lui non torna. E diamo retta a questo cuore allora, tanto è sempre così che va a finire. Però devo trovare qualcosa da fare, se non voglio crollare sul pc. Cerco qualche gruppo interessante su Facebook.. e non so come, ma mi ritrovo ad essere fan di Pollon... e poi di Sailor Moon, di Ransie la strega, di Bia, di Denver... e mille altri ancora.

     E arriva quel brivido. E i miei occhi sono aperti sul 1992...

     

     

     "Mamma, mamma! Mamma adesso la legge, adesso, adesso!"

    " Ma no a mamma, l'abbiamo spedita solo ieri, ci vorrà un po' di tempo..."

    "Ao, certo pure te nc'avevi niente da fa'... mo finchè questa nun legge 'sta letterina, stamo freschi... e chi l'aregge più a 'sta piattola!"

    Sento queste voci arrivare dall'altra stanza, l'ultima decisamente meno delicata rispetto alle prime due. So bene a chi appartengono. E so anche che quella letterina la cara Sonia, non l'avrebbe mai letta. Esco dalla cameretta, ed entro in salone. Vedo papà tornare in cucina. Mamma invece è ancora accucciata accanto a me, mi accarezza i capelli, pensando a un modo per far tornare il sorriso sul viso di una bambina troppo viziata. C'è ancora la tv vecchia... le poltrone sono dove oggi c'è il divano, e viceversa. Sul muro non c'è il quadro che ho dipinto in quarta elementare. Per terra c'è un tappeto giallo e blu, con Topolino, Pippo, Paperino e Pluto che giocano... il tappeto è grande all'incirca un metro per due... e pensare che allora ero convinta che fosse una delle cose più enormi mai fabbricate nell'universo; sopra il tappeto c'è un tavolino bianco di plastica molto piccolo, e una sedia gialla, di plastica anche lei. Una bimba di tre anni fissa lo schermo rapita. Ha i capelli scuri, liscissimi, fino alle spalle. Gli occhi grandi, marroni. Labbra carnose, piegate in un'espressione di disappunto. E due guancie troppo grandi. Indossa un pigiamino rosa, e una vestaglietta abbinata. Anche le pantofole abbandonate in fretta sul bordo del tappeto sono rosa. Mia madre e le sue manie. Sonia legge un paio di letterine. Noemi ascolta in silenzio, immaginando il momento in cui la letterina sarà la sua, e Sonia dirà il suo nome ad alta voce, e la saluterà, e le manderà un bacio. Mamma torna di là, va a lavare i piatti. Pubblicità. Un gioco dopo l'altro, li trovi tutti nei negozi La Giraffa. "Mamma io voglio questo!" "Pure questo mamma!" Lo ripeto per tutta la durata della pubblicità, anche con i giochi dei maschietti. E mamma dalla cucina mi dice sempre si, e papà sbuffa, perchè lo sa che è questione di giorni, e almeno la metà di quei giochi li troverò in cameretta subito dopo la scuola... lo guardo di sfuggita dal salone... com'è giovane... e un po' mi fa pena... vorrei dirgli tante cose... che gli voglio bene, che vorrei mi apprezzasse per quella che sono, che vorrei tornare indietro per essere di nuovo la sua bambina...

    "Simpatica e carina, è una bambolinaaaaaaaaa..."

    Noemi canta. Canta bene, è intonata. Si capisce che le piace. Vorrei che l'avesse capito anche qualcun'altro, ma quella è un'altra storia. Ransie combina sempre un sacco di guai. Lisa le mette i bastoni fra le ruote di continuo. E Paul è veramente bellissimo. Devo ammettere che ancora oggi quando lo guardo, mi fa un certo effetto. Mamma torna vicino a me. Mi ha portato un cioccolatino. Ero golosa già allora, lo vedo da come scarto la cioccolata. Ransie è finito, chissà cosa inizia ora. Mamma mi parla all'orecchio, per non farsi sentire da papà, che tanto non l'avrebbe sentita comunque perchè sta guardando il tg.

    "Che dici a mamma, se domani facciamo finta che non ci svegliamo, e te ne stai a casa... hai sentito fuori che freddo? Così giochiamo tutta la mattina..."

    Le sorrido, con un sorriso che non si addice affatto a una bambina di tre anni, complice di un imbroglio che si ripeterà troppe volte in futuro. La scuola non mi è mai piaciuta, e tanto meno piaceva a mia madre l'idea di separarsi da me, anche se solo per 4 ore. Mi siedo anch'io su quel tappeto che ormai non c'è più. Le guardo. Mamma ha i capelli cortissimi e la pelle più giovane. Ed è contenta, come io non la vedo da ormai troppo tempo. Noemi profuma. Sa di buono, di innocenza, di ingenuità, ha il cuore ancora intatto e l'anima trasparente; Noemi non conosce la cattiveria e non ha niente per la testa. Noemi piange. Io piango. Perchè vorrei rimanere nel 1992 per sempre, perchè andava tutto bene, perchè ero felice. Iniziano i Power Rangers. Chissà che ora è. Meglio tornare. Mi alzo, guardo un'ultima volta il mio tappeto. Mi giro, cammino verso la cameretta.

    Sono di fronte al computer; è mezzanotte e mezza.

    Mi sporgo dalla sedia e guardo il salone.

    La luce è spenta.

    Non c'è più nessuno.

     

    November 20

    mah

    24/10/2008, Ven.

    h 18:08

    Torno a casa dopo una giornata di lavoro. Sveglia alle 9:00, turno con una delle mie migliori amiche, e con quelli che ormai sono diventati parte della mia famiglia. Arrivano le quattro del pomeriggio, ecco che arriva Chiara, e andiamo noi 3 a prenderci un tè caldo. Che si fa questa sera? Decidiamo per il cinema, il film che è uscito oggi, quello nuovo con Ben Stiller, uno dei pochi attori che mi fa sempre ridere... e anche il trailer del film promette bene. Chiamiamo subito Rayssa, che non è insieme a noi perchè ha scuola guida. Va bene anche per lei, meno male. Un'altra mezz'ora a Parco Leonardo e ci lasciamo.

    "Ci sentiamo dopo allora, ne'!"

    "Si, fe', così ci mettiamo bene d'accordo per l'ora!".

    E via verso casa, insieme a Azzurra, la moglie di Angelo, uno dei miei colleghi, che lavora al negozio di Alviero Martini. In macchina racconta a me e a Chiara, che oggi ha dovuto lottare co un milanese, uno di quei tipi snob, che credono di sapere tutto della vita, che ti guardano dall'alto in basso e sono convinti di essere superiori solo perchè sono del nord. Come se non fosse sempre di Italia che stiamo parlando. Questo tipo insomma pretendeva che Azzura gli facesse il 25 % di sconto su una borsa che costava 322 euro. Ha insistito fino alla nausea, senza capire che le semplici commesse non hanno queste libertà. E alla fine ha anche avuto il coraggio di dire che "con 322 euro a Milano, vado da Louis Vuitton e, hai voglia a shopping!". Si, certo, l'importante è crederci. Comunque, una volta a casa mi spoglio, mi metto comoda. C'é papà soltanto, è di buonumore. Dice che sta arrivando il temporale. Gli sorrido e dentro di me penso "basta che non piova domani...". Accendo il pc, per controllare Netlog e Msn. Tutto tranquillo. Decido di mettermi un po' a letto. Ma non mi alzo dalla sedia della scrivania, rimango per qualche secondo a fissare la homepage di Netlog... Messaggi. E non so perchè lo faccio, ma clicco lì sopra, e vado indietro, settembre, luglio, maggio, aprile... e marzo.

    xx ha inviato:

    ah si si la conosco io lavoravo a fiumicino...
    conosci anke ****** allora...

    io ho inviato:

    si si...

    xx ha inviato:

    penza te... io ho lavorato x il padre fino all altra settimana
    poi m sn aperto un negozio x fatti miei...
    cmq piacere ******

    io ho inviato:

    ah ho capito... piacere mio noemi

    xx ha inviato:

    insomma 6 di fiumicino?

    io ho inviato:

    si si... te de do sei?

    xx ha inviato:

    *****...cmq mazza qnt 6 carina morenita

    io ho inviato:

    e te tr gentile....

    xx ha inviato:

    e insomma conosci tutta la comitiva de sfollati è...
    ma cel hai msn?
    se vuoi è senno nn fa nnt...

    E che non volevo? Volevo eccome... e dopo qualche tempo avrei voluto anche di più... e se devo essere sincera vorrei ancora adesso. Era il 18 marzo, ora di cena. Non immaginavo nemmeno lontanamente quello che sarebbe successo. Quel periodo c'era qualcun'altro nei miei pensieri. E mai avrei pensato che sarebbe stato proprio lui a farmi cambiare direzione. Non pensavo nemmeno che le cose sarebbero andate così...come potrei dire... di merda. Un'altra batosta, un'altra presa in giro. Una storia che non è mai iniziata, ad essere onesti. Eppure dopo tutto questo tempo ancora ci penso. E mi rattristo. E vorrei non aver mai risposto a quel messaggio. Perchè una persona così l'avrei voluta al mio fianco, ma non sono riuscita a farcela stare. Sono le 18:40. Ora sono sola a casa, è tutto buio intorno. Sono riuscita a scrivere dopo tanto tempo. Ci è riuscito lui a farmi scrivere, e dire che nemmeno l'ho rivisto.

    Leggere il tuo nome ancora mi fa effetto.