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日志


12月18日

A mio zio

TEMA

PARLA DI UNA PERSONA DELLA TUA FAMIGLIA CHE REPUTI SPECIALE

Mio zio si chiama Francesco, ma tutti lo hanno sempre chiamato Franco. Lui è sempre di buon umore, non si lamenta mai, scherza e mi fa ridere. Gli piace l'estate, andare al mare, e spesso con i suoi amici va a mangiare fuori. Qualche volta mi ci ha portato, e anche se erano tutte persone grandi, mi sono divertita un sacco. Quando ero più piccola mi veniva a trovare tutte le domeniche. Veniva in bici perchè la macchina la odia. Saliva su, prendeva il caffè, parlava con papà di cose strane e difficili, poi mi stringeva, e mi baciava le guance, così forte che rimanevo rossa per cinque minuti buoni... io mi lamentavo sottovoce, ma lui mi regalava 5.000 lire, e io pensavo che in fondo quei baci non erano poi così terribili. Zio e papà sono molto diversi, ma lo capiresti lontano un chilometro che sono fratelli; hanno la stessa pelle scura, le stesse gambe magre, e soprattutto lo stesso naso a patata, come si dice a Roma... tutte cose che ho ereditato anche io, a differenza delle mie cugine, Paola e Valeria. Zio è innamoratissimo di mia zia, e lo stesso vale per lei. Si capisce da come si guardano e da come si prendono in giro. Mi ricordo quando a tavola bisticciavano, e zio si alterava... ma zia rimaneva calma, e alla fine era chiaro a tutti che la ragione ce l'aveva lei... allora zio sbuffava e brontolava, e zia mi guardava e mi faceva l'occhiolino, e io ridevo come una matta, e lui si arrabbiava ancora di più. Poi mi comprava sempre i giornali con i giochini in regalo. I miei preferiti erano quei pupazzetti gelatinosi che si tirano addosso al muro e ci rimangono appiccicati, ma mia madre non voleva che ci giocassi perchè diceva che dopo si sporcava il muro. E così una volta zio glielo disse, " Ma come sei pesante, ma che voi che se sporca! Daje a zio, tiralo là sur muro, famoje vede a sta befana de tu madre che se fa troppe paranoie!". Se entrate in camera da letto dei miei zii, potete vedere sopra il letto, a destra, proprio la parte dove dorme zio, il contorno di un omino con le braccia alzate e le gambe lunghissime. Con il tempo diventa sempre più nitido. C'è qualcosa che però devo ammettere; zio ha un enorme difetto: è della Lazio. Ebbene si, mio zio è un irriducibile. A 50 metri da casa sua c'è , neanche a farlo apposta, il club della Lazio. Ci va tutti i pomeriggi. Ogni volta che mangiavo a casa sua, zia mi faceva scendere a chiamarlo; io gli correvo incontro e gli urlavo "Zio è pronto, è pronto!", e lui mi prendeva al volo e diceva ai suoi amici." Scusate, m'è venuta a pia 'a mi regazza!" e tutti rispondevano "Che bella ragazza che c'hai!", e io sorridevo vanitosa. [...]

Noemi Mastromichele VC Scuola Elementare Lido del Faro Fiumicino

 

Zio Franco è morto l'8 maggio del 2004. Una settimana prima papà mi disse " Vado a trovare zio." Io pensai che ci fosse qualcosa di strano, ma mai avrei potuto immaginare quello che stava per succedere. Nel giro di sette giorni lo ricoverarono, gli diagnosticarono una gravissima forma di leucemia, e dissero alla mia famiglia che gli rimanevano pochi giorni. Chiesi di vederlo, ma lui non volle. Mamma mi raccontò più tardi che era molto dimagrito, pallido, e faceva fatica a parlare; non voleva che io lo vedessi per l'ultima volta in quello stato. Avevo 14 anni, ed ero convinta di essere ormai una donna. Durante quella settimana mi resi conto di essere più piccola di una formica. Non sapevo come comportarmi, non avevo nessuno con cui parlare, non riuscivo a realizzare cosa stava accadendo. Per la prima volta fui costretta ad andare ad un funerale. Non sapevo che qualche anno più tardi, ne avrei visti due nel giro di 4 mesi. Fu anche l'unica volta che vidi mio padre piangere. Mia cugina Valeria era incinta del suo secondo figlio. Francesco è nato il 29 novembre dello stesso anno. Non ha mai conosciuto suo nonno, ma tutti non fanno altro che dirgli quanto gli somiglia. E lui, quando passa davanti alle sue foto, lo saluta sempre. Greta invece l'ha conosciuto, ma era così piccola che inizia a dimenticare. Nemmeno Lorenzo ha conosciuto zio, ma Paola lo ha abituato a mandare un bacio al cielo tutte le sere, prima di dormire. Qui sulla scrivania, ho una sua foto. Zio sta in Portogallo,indossa una maglietta bianca ed è abbronzatissimo, dietro di lui il mare blu e calmo. Anche io tutte le sere, lo guardo e gli sorrido. Gli ho detto tante volte che gli voglio bene davvero, che è stata un'ingiustizia di merda, che non ho avuto il tempo di reagire, di fare qualcosa... che mi manca tanto.                               Gli ho detto anche che il club della Lazio è sempre chiuso. Ogni anno, l'8 maggio, vado lì davanti, e mi siedo sul muretto. E dopo un po' vedo arrivare una bimba che corre incontro ad un uomo, e poi si allontanano insieme, felici. Tutte le volte che passo da quelle parti, mi giro senza accorgermene, verso quell'aquila dipinta sul muro, come se mi aspettassi di trovarlo seduto a leggere il Corriere dello sport, o a giocare a carte. Invece mi ritrovo a guardare una serranda tirata giù.

E mi pervade un senso di vuoto.

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